Monatsarchiv für June 2009

 
 

Tutto e’ male cio’ che finisce male!

30. June 2009 • Categoria: Blog • Commenti: 0

Siamo alla fine della mia avventura a Las Vegas alle WSOP 2009, il bilancio e’ ahime’ in rosso nonostante qualche ottima sessione di SNG abbia limitato la cifra a un simbolico meno pressoche’ insignificante dal punto di vista monetario.

Quello che pero’ ho subito, come raccontato negli episodi precedenti, e’ una lunga serie di colpi sfortunati che dal vivo sono molto piu’ difficili da digerire che online, infatti dopo aver giocato ore e vedersi scoppiare due K fa male, se poi succede con una frequenza inusuale il nostro cervello incomincia a mettere in circolo dubbi che non dovremmo avere.

Voglio pero’ raccontare alcuni degli avvenimenti che hanno caratterizzato gli ultimi due giorni a Las Vegas, a cominciare proprio dal penultimo giorno, quando dopo aver racimolato qualche soldo al Rio, tornato al Caesars avevo deciso di giocare il torneo delle 7 da 220$, scendo nella poker room con un buon anticipo e decido quindi di sedermi ad un tavolo cash da 2/5, il gentile addetto mi porta al tavolo, mi fa accomodare e io gli consegno cinque banconote verdi da 100$, lui annuncia al dealer che io gioco per 500$; mi trovo subito sul BB senza chips davanti (situazione abbastanza poco confortevole!), foldano tutti fino allo SB che decide per un raise a 20$, io guardo le mie carte e vedo due bellissme Q! Dai che e’ la volta buona! Annuncio un re-raise a 60$, lui (un russo di circa 30 anni, brutto come il cofano di una macchina degli anni 70), dopo averci pensato un attimo dichiara “all-in”…perbacco!! Se avesse avuto AA o KK non sarebbe di certo andato all-in per 450$, quindi insta-chiamo! Ovviamente il turn porta un A e lui gira AQ…nel frattempo ritorna l’inserviente con le chips, anche lui colto di sorpresa dal doverle consegnare direttamente tutte al tizio in questione, gli scappa anche una risata, io mi alzo e me ne vado.

La serata prende una leggera nota positiva quando decidiamo, insieme a RickRinaldi e ad altri 3 amici di andare a cena da David Burke al Venetian, ristorante tanto eccezionale quanto caro, al termine della cena qualcuno propone la credit card roulette, ovvero si estrae una carta d credito fra quelle dei commensali e il poveretto si accolla tutto il conto, al primo tentativo RickRinaldi esce come prescelto, ma lui si lamenta di un’irregolarita’ nell’estrazione, a malincuore quindi rifacciamo il giro e visto che la credit card roulette e’ piu’ giusta del poker ecco risorteggiare il buon Rinaldi che questa volta zitto zitto si trova a saldare il conto salatissimo!

Contento della cena gratis torno in albergo giusto per iniziare il torneo delle 11 di sera, il buy-in e’ di 125$ per circa 120 partecipanti, normalmente livello molto basso ma in fondo e’ il mio ultimo avvenimento a Las Vegas e avendo l’aereo alle 7 era una buona scusa per stare svegli; raddoppio velocemente prima con AK vs AQ e poi (proprio l’ultimo giorno) ecco che i miei AA si scontrano, vincendo, con KK! Sono chip leader!!! Il torneo si muove velocemente e verso le 4 siamo a 2 tavoli dalla fine, verra’ premiato solo il tavolo finale.

Sfortunatamnte trovo un giocatore bravo ed aggressivo al mio tavolo che mi costa qualche chips avendo lui posizione su di me e poi perdo con 77 vs A2 quando A colpisce al river quando il giocatore si era gia’ alzato! A questo punto siamo rimasti in 11, il mio stack e’ ancora decente, circa 40,000 chips quando la media e’ 30,000, i bui sono 1500-3000-300 e vedo JJ da mid position, faccio un raise di 8000 e mi chiama un messicano pazzo da BB con cui era tutta sera che cercavo di giocare una mano, avendo lui uno stack enorme accumulato con giocate tendenti al ridicolo, il flop e’ A 7 6 rainbow il mio check segue il suo, il turn e’ un 2 e a questo punto, al suo check io vado direttamente all-in sapendo che questa cosa lo avrebbe incuriosito: lui mi fissa, ci pensa, ci ripensa, cerca di capire cosa posso avere e poi finalmente dichiara il call! Io giro prontamente i miei due cavalieri e lui rimane visibilmente colpito per la bruttissima figura appena fatta, infatti il suo 75o e’ anni luce indietro! Ma la vacanza doveva terminare come era iniziata e il river ha visto bene di essere un 5! GG Luisgallo, bolla alle 5,15 del mattino!

Mestamente prendo le valigie, mi avvio all’aereoporto, guardo le AA della compagnia aerea, vomito, e dormo fino a New York dove ho la coincidenza per Milano.

Dovete sapere che in USA molte delle medicine che da noi non verrebbero vendute neanche se fosse il medico stesso ad accompagnarci in farmacia, sono liberamente disponibili agli scaffali, cosi’ prima di partire ho comprato un flacone di sonniferi per dormire nella seconda parte del viaggio quando in Italia era notte e quindi allineare il fuso.

Salgo sull’aereo a New York, salendo rivedo le AA, ovviamente vomito ancora, mi metto al mio posto 20A con la fortuna di non avere nessuno al 20B, ingoio due pillole e attendo che facciano effetto…ricordo poi un gran frastuono e gli occhi che mi si aprono e vedo tutti i passeggeri scendere! Penso “Siamo gia’ a Milano?!?!?!” Fantastico!!! Sono visibilmente stordito, guardo l’ora e vedo che erano ancora le 17,30 quindi era passata circa 1h…cosa stava succedendo? Io ancora sotto le coperte chiedo a un passante (uno degli ultimi a dire il vero, l’aereo era praticamente vuoto) perche’ tutti stavano scendendo e lui mi risponde che un guasto all’aereomobile ha costretto AA (sapete gia’ la mia reazione) a doverci spostare su un altro mezzo.

Io sono confuso, il sonnifero e’ nel suo pieno effetto, prendo le mie borse e scendo, non posso fermarmi, se mi siedo mi addormento con la stessa velocita’ con cui chiamerei un all-in con AA! In poco tempo ci informano che il nostro nuovo aereo sarebbe atterrato alle 21 per ripartire con noi a bordo alle 22.20!! 5 ore!!!!! Lo sconforto mi assale! Ho zaino con il laptop e svariate migliaia di $ dentro, una borsa con tutti i regali per la famiglia (se una moglie ti lascia andare 10 giorni a Las Vegas non puoi tornare con una maglietta…) e il sonno che rideva di me!

Mi faccio forza, mi trascino nella lounge e mi metto in un angolino con zaino e borse incastrate ai miei piedi, faccio cosi’ passare le 5 ore tra micro sonni e stati di dormiveglia.

Ovviamente saliro’ sull’aereo con l’effetto della medicina completamente svanito e nessuna possibilita’ di chiudere occhio…

Il pazzo, il vecchio e il morto

22. June 2009 • Categoria: Blog • Commenti: 0

    Il breve tragitto che dal Caesars mi porta al Rio mostra in lontananza le rosse montagne del Nevada, quelle che portano ai confini con Utah, Arizona e Colorado; come non continuare a pensare ai vecchi film western?

Evento 41, NLH $5000 shoot out, in pratica bisogna vincere tre sit and go (SNG); sono molto carico per questo evento, e’ la mia specialita’ e al mondo non sono tanti che possono dire di conoscerla meglio, quindi parto fiducioso sapendo pero’ che al tavolo avrei avuto degli ottimi giocatori visto il buy in alto.

Mi sistemo al tavolo e vedo facce note ma nessuno particolarmente famoso, l’unico nome veramente noto e’ quello di Lex Velhuis, giocatore di cash game molto forte e fidanzato della bella Evelyn Ng.

Si parte con 15,000 chips, sembrano tante ma i bui sono 100-200…struttura ridicola per un torneo di questo livello; inizio quindi con la piu’ classica tattica da SNG, gioco chiuso e non mi metto in situazioni difficili, le carte pero’ non mi permettono di fare nulla, nella prima ora gioco una sola mano facendo raise con A9 da bottone e con Lex sul BB che mi fa reraise passo.

Proprio Lex, forse in preda alla sindrome di onnipotenza, gioca TUTTE le mani, apre con un raise da qualsiasi posizione, chiama ogni reraise e spesso e’ li a fare reraise mostrando ogni tipo di cartaccia con cui lo fa (K2, J3 etc), questo pero’ sembra funzionare in suo favore infatti colpisce un paio di flop con doppia coppia o tris e due giocatori vengono eliminati e il suo stack decolla.

I giocatori cash normalmente nei tornei hanno grosse difficolta’ ad adattarsi qundo si lascia la fase deep stack quindi e’ fondamentale per loro raddoppiare presto, se succede sono guai.

La pessima struttura del torneo fa si che al livello due i bui siano gia a 150/300/25 che vuol dire, calcolando gli antes, che lo stack iniziale e’ di poco superiore ai 30BB…ridicolo.

Io continuo a non vedere carte, le uniche due mani decenti: 88 e 99 mi capitano da piccolo buio e facendo raise al grande buio non trovo resistenza conquistando i minimi, per il resto una serie infinita di 52o, 84o etc in piatti sempre gia’ aperti dal raise del pazzo olandese.

A meta’ del secondo livello sono di CO e faccio raise a 850 con QhJh e mi chiama il pazzo da SB, il flop e’ Kd5d2s lui fa check, io forte della mia immagine di supertight faccio un bet 1250, lui ci pensa un attimo e mi chiama, penso che possa avere qualche sorta di progetto o che possa cercare di farmi un move al turn, turn e’ 8c e lui fa ancora check, dovrei insospettirmi ma io devo giocare come se avessi AK e quindi punto ancora 2200, lui ci pensa un pochino di piu’ e poi chiama, il river e’ un Kh, bruttissima carta perche’ ora il mio K e’ un po’ meno credibile, lui fa check e io punto 4000 chips, lui ci pensa un attimo e poi chiama, mi aspetto di vedere un K o una mano molto forte e invece rimango senza parole quando gira 92o per coppia di 2…non ero quindi sorpreso di essere stato chiamato in un bluff ma piuttosto da che mano, chiamare un mio raise fuori posizione con 92o e’ terribile sempre tanto piu’ se si sta giocando con 30BB.

Rimango quindi short a 4000 chips e due mani dopo trovo il raddoppio con TT vs KQ e torno a 8,000, TT si rivelera’ la migliore mano di tutto il mio torneo.

Siamo al terzo livello, un ridicolo 200-400-50 che rende short chiunque non avesse ancora raddoppiato, trovo AQ dal Cut off ma al mio raise c’e’ un reraise del bottone e un all-in del BB, io devo passare e loro girano AK e QQ…

La mano dopo ho 55, ho poco piu’ di 6000 chips, non posso far raise perche’ verrei chiamato dal pazzo e 55 giocherebbe troppo male post flop, non posso neanche fare fold a questo punto, vado quindi in all-in che mi vede morto quando il bottone annuncia anch’egli l’all-in…gira JJ e io ricevo il colpo di pistola che mi uccide definitivamente.

Quando si fa un bluff e va male si pensa sempre che non fosse stata la mossa giusta ma io non ho rimpianti, avrei giocato AK esattamente allo stesso modo e probabilmente anche KK o ogni altra coppia contro l’olandese.

Mi alzo e me ne vado, un torneo dove le carte hanno girato male dal primo minuto e dove ho sofferto la poszione contro un giocatore LAG all’eccesso, finira’ per vincere il tavolo.

Mi dirigo all’area dei sit dove, come faccio online, decido di giocarne il piu’ possibile; la giornata poi e’ quella ideale, il giorno dopo c’e’ il senior event, un torneo WSOP dedicato ai maggiori di 55 anni e quindi la sala e’ pienissima di signori anzianotti che cercano di qualificarsi: questi sono il bersaglio migliore in un SNG perche’ giocano chiusissimi anche se rimangono con una sola chip!! Quindi il mio gioco super aggressivo e’ molto efficace.

Finiro’ per vincerne tre dei quattro giocati dove nell’ultimo vengo insultato da un vecchio signore stanco dei miei all-in! Morale della favola finisco la giornata con un paio di migliaia di dollari in piu’ in tasca!

Non c’e’ nulla di meglio che iniziare le WSOP con AA

17. June 2009 • Categoria: Blog • Commenti: 0

Non c’e’ goduria maggiore che vedere due assi (AA) quando si scoprono lentamente le punte delle due carte appena ricevute, e’ sempre qualche cosa di magico, bello, che sprigiona un piccolo senso di onnipotenza: cosa faccio ora? Raise, call, reraise, all-in? Tutte queste, a seconda delle condizioni, possono essere valide alternative, chiaramente l’unica opzione non disponibile e’ il fold, abbiamo AA: let’s rock!

Facciamo pero’ un piccolo passo indietro: questa mattina la sveglia suona alle 6.30, doccia veloce e valigia gia’ pronta, l’autista mi stava aspettando sotto casa, direzione Malpensa per il volo che mi avrebbe portato a Las Vegas dopo un breve scalo a New York.

Giusto una settimana prima nello stesso tragitto ho incontrato un traffico tale da perdere il volo per Ibiza, questa volta ho preso tutto il tempo necessario per non correre rischi…ma l’imprevisto e’ sempre in agguato.

Arrivo al banco del check in ed ecco apparire quelle due magnifiche A, ma in questo caso non sono due carte da gioco ma il logo di un’importante compagnia aerea americana, l’effetto per un giocatore di poker e’ lo stesso: vittoria!

In passato non ho mai avuto buone esperienze con le compagnie americane, normalmente infatti lo standard e’ inferiore a quelle europee che a loro volta sono inferiori a quelle asiatiche per un livello di servizio che sembra, come il sole, sorgere ad oriente e tramontare ad occidente; sono pero’ piacevolmente sorpreso dal livello di cortesia e attenzione al check in: io scioccamente non ho penotato business class, cosa che regolarmente faccio quando vado a Las Vegas per arrivare riposato e non dover lasciare la differenza del costo del biglietto sul tavolo a causa del jet lag e della stnchezza, questa volta invece attratto da una tariffa ricolarmente bassa ho preso un biglietto economy, l’inserviente pero’ ha fatto di tutto per aiutarmi posizionandomi in una fila da tre posti da solo bloccando la possibilita’ di avere ignoti al mio fianco; mi comunica inoltre la possibilita’ di utilizzare il laptop grazie alla presa elettrica situata sotto il sedile…8 ore di arretrati di serie TV!!! Viaggio da sogno!

Contento della mia sistemazione mi appropinquo alla zona controlli di sicurezza che, miracolosamente, non mi impegna per piu’di 3 minuti…le AA fanno veramente funzionare tutto allora?

Non faccio in tempo a terminare il pensiero che ecco trovarmi davanti ad un baffuto e calvo poliziotto di frontiera che, nel piu’ classico modo di fare di chi ha un minimo di potere e vuole esercitarlo, ispeziona il mio passaporto come un chirurgo con un paziente…la cosa e’ paradossale, infatti solo in Italia ci sono i controlli in uscita e soprattutto cosa sperava di vedere nel mio passaporto? Presto fatto:”Manca la marca da bollo!” esclama lui, io cerco di spiegare che un Italiano residente all’estero ne e’ esente (uno dei pochi benefici che si hanno), cerco di fargli capire che sarebbe difficile andare in una tabaccheria di Londra e chiedere un francobollo da 35 sterline (rido alla scena!) ma lui non vuole sentire ragioni, chiaramente non sono i 40 euro il problema ma il principio di dover pagare una tassa non dovuta e un’imposizione cosi’ netta da parte dell’eccessivamente zelante agente.

I toni si scaldano e quando io chiedo di qualificarsi lui si rifiuta, ricordo di aver letto che un agente di una forza pubblica non puo’ rifiutare di qualificarsi se richiesto durante un’ispezione, dico che voglio far rapporto al suo superiore, lui imbestialice e prima mi sequestra il passaporto e poi mi scorta in ufficio lasciandomi ad aspettare per almeno 20 minuti fino all’arrivo di un superiore il quale prende prontamente le sue difese ma, probabilmente capendo la situazione noiosa, in primis si presenta con tanto di nome e cognome e poi mi dice che legge o non legge se voglio partire devo pagare il bollo.

Mi tocca quindi sborsare 80,000 delle vecchie lire per non perdere l’aereo il cui imbarco era gia’ iniziato, me ne vado con pero’ la consapevolezza che nel giro di qualche ora io sarei stato a Las Vegas e l’agente ancora a Malpensa.

Salito sull’aereo rivaluto la situazione: le compagnie americane non sono cambiate, forse ho trovato solo un dipendente particolarmente gentile: aereo vecchio, poco fornito (il monitor in ogni posto e’ un sogno), kit per il passeggero composto da coperta, cuscino e basta, alchol a pagamento e surprise surprise la presa per la corrente e’ si presente ma in pratica e’ un accendi sigari da auto (LOL al genio che ha pensato una cosa del genere), l’adattatore e’ pero’ in vendita sull’aereo: 125$, onesto!

La scelta e’ fra vedere i due (si solo due) film che avrebbero trasmesso negli schermi messi a caso in cabina o poter vedere sul mio mega 17” svariate puntate della settima serie di 24, spendo quindi 125$ e mi viene consegnata una scatoletta con l’aggeggio in questione che inizialmente sembra funzionare ma che in seguito si rivelera’ un disastro totale, in pratica ogni 5 minuti va tolto e riconnesso…un incubo tanto che alla fine ho visto entrambi i film!

Non ho ancora commentato i pasti, questi vanno di pari passo con la gentilezza delle hostes e degli stewart, ovvero quanto di piu’ potete chiedere a persone che chiaramente hanno poca voglia di aiutare chi ha pagato poco per volare tanto: il primo pasto mi si presenta come 4 pezzetti di pollo, un po’ di riso e alcuni vegetali, sento che c’era anche l’alternativa, pasta, chiedo com’e’ alla distratta e svogliata ragazza, questa mi risponde:”Ma, sono penne” come dire “prenditi il pollo e taci; il secondo pasto mi viene servito da un baffuto signore sui cinquanta che si sforza a parlarmi in uno stentatissimo italiano, io cerco in tutti i modi di fargli capire che il mio inglese e’ piu’ che fluente ma non c’e’ verso e mi tocca cosi’ interpretare le opzioni, alla fine decido per la pizza vegetariana che altro non e’ che un pezzo di pane con pomodoro e cipolla.

Atterriamo a New York con un discreto ritardo e i tempi lunghissimi alla frontiera mi fanno arrivare di corsa per l’imbarco sul volo diretto a Las Vegas, vedo ancora AA ma questa volta le aspettative sono notevolmente diminuite, il volo non e’ malvagio (forse perche’ dormo per i 4/5 del viaggio) chiaramente considerando gli standard americani ovvero: 5 ore di viaggio, nulla da mangiare e un bicchiere d’acqua soltanto!

La notizia positiva arriva al check in al Caesars Palace, vista la mia affezione hanno deciso di darmi un notevole upgrade alla stanza: suite nella Forum Tower (la seconda piu’ bella tra le cinque disponibili), la camera e’ notevole con salotto enorme, bagno per gli ospiti (LOL), mega letto ma soprattutto bagno padronale principesco con vasca idromassaggio, doccia con tanto di seduta e tv per guardare il programma preferito mentre ci si lava i denti! Decido di vedere il panorama, siamo al 63esimo piano, chissa’ che spettacolo…ahime’ la stanza e’ senza finestre!!!!! Non poteva non esserci il trucco! Un pannello di specchi ricopre dove in teoria ci dovrebbe essere una vetrata…pazienza!

Morale della favola: quando vedete AA aspettate ad eccitarvi!

Posso vincere Wimbledon giocando con la sinistra? Chissa’…

09. June 2009 • Categoria: Blog • Commenti: 0

Scrivo questo post da Ibiza, dove pochi minuti fa stavo conversando con una persona appena conosciuta e la discussione mi ha portato a riflettere su quello che spinge i giocatori di poker a prendere decisioni sbagliate.

Tra una chiacchiera e l’altra, ho raccontato al mio interlocutore di quando da giovane giocavo benino a tennis, e di come un infortunio seguito da un’operazione alla spalla mi abbia praticamente costretto a smettere. Una banale storiella, se non fosse che la risposta del mio interlocutore è arrivata come un fulmine a ciel sereno. “Scusa”, mi ha chiesto con aria stupita, “…e perche’ non giochi con la mano sinistra”?

Ora voi starete ridendo come matti, ma la domanda mi e’ stata posta veramente. Mi sono trovato nell’imbarazzo di dover spiegare, in modo gentile ed educato, al mio interlocutore come la sua domanda fosse davvero insensata. Il mio cervello mi ha aiutato, ed è uscito un diplomatico: “E’ troppo tardi per farlo… a 35 anni”.

Vi ho raccontato questo episodio perché ne può nascere una seria riflessione sul poker.

Questa storia dimostra che la gente spesso parla senza pensare. Ciò si traduce nel fatto che queste persone non processano correttamente le informazioni.
Nel caso in questione, il mio interlocutore non ha minimamente pensato all’abilita’ che occorre per usare una racchetta da tennis in modo appropriato, e a quanto io fossi troppo vecchio per mettermi ad imparare da zero a giocare… con la mano sbagliata.

Applicata al poker, questa storia rivela quanta poca attenzione puo’ essere usata al tavolo quando i giocatori prendono decisioni sbagliate (perche’ non si fermano ad analizzare il particolare e le informazioni che vengono presentate). Ad esempio quando con KK chiamano flop, turn e river con un A al tavolo, il loro cervello non vuole infatti processare la sconfitta dell’ottima mano di partenza.

La mia risposta diplomatica nel poker e’ equivalente a non far capire al giocatore che noi stiamo approfittando di lui, quindi non insultare mai chi ci da un bad beat!

Lascio quindi che la pigrizia mentale imperversi tra i giocatori mentre io mi vado ad allenare palleggiando contro il muro, naturalmente con la sinistra, chissa’ magari l’anno prossimo a Wimbledon…

Il piacentino Niccolo’ Caramatti mette a segno un’altra vittoria a Campione d’Italia

02. June 2009 • Categoria: Rassegna stampa • Commenti: 0

Niccolò Caramatti a Campione dItalia

Niccolò Caramatti a Campione d'Italia

Il giocatore di poker professionista Niccolò “Luisgallo” Caramatti, nato a Piacenza ma residente da alcuni anni a Londra, ha messo a segno un’altro grande successo in questo anno per lui davvero d’oro. Al casinò di Campione d’Italia, nel side event dell’Italian Rounders, dopo due giorni di sfide agguerrite, si è aggiudicato la posta più alta portando a casa un bottino da 16.000 euro.

Quello di Campione d’Italia è stato un Caramatti in grandissima forma. Il testimonial unico di Bwin è stato il vero protagonista di questo torneo, con uno stile di gioco molto aggressivo che gli è valso la leadership e lo ha portato al tavolo finale con un notevole vantaggio sugli avversari. Amministrando con professionalità (e qualche colpo di fortuna) il suo vantaggio, Luisgallo ha conquistato il bottino più ricco. Da segnalare il buon gioco di Diego Fiorani (medaglia d’argento) e il gradino più alto del podio per Sergio Veronese, che però ha vinto meno money di Caramatti.

Rassegna Stampa, fonte: www.PiacenzaNight.com
(Leggi l’articolo completo su Piacenza Night)

La bolla, il viaggio e il deal

01. June 2009 • Categoria: Blog • Commenti: 0

No, non e’ un film di Sergio Leone ma per certi versi non ci andiamo lontano: un lungo viaggio, un duello e un affare di soldi infatti sono i temi della mia avventura nel 550eur di Campione.

Per motivi familiari non potevo fare il main da 1100eur (il ponte del 2 Giugno mi ha chiamato al mare nonostante piova mentre scrivo LOL), decido pero’ di partecipare almeno al 550 anche perche’ con gli impegni prossimi di bwin Poker Island e delle WSOP sarebbe stata l’ultima occasione per un live in Italia prima di Settembre.

Alla partenza 150 giocatori per 10,000 chips e 30 minuti a livello, io arrivo al livello 2 in stile Hellmuth, nel giro di 10 minuti prima con JJ vs AK e poi con AK vs KQ raddoppio, arrivare in ritardo, almeno qui, si rivelera’ la scelta giusta!


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