Quando non si riesce a sognare
Ci sono dei blog che non si vorrebbero mai scrivere, questo e’ uno di quelli.
Passare da fare di un hobby una professione, raccogliere i primi risultati per poi approdare alla tv ed essere conosciuto e’ molto bello e piacevole ma mai quanto sapere che c’e’ qualcuno che tifa per te, e’ una sensazione nuova, sapere che grazie al gioco, alle parole o chissa’ a quali fattori sono riuscito a far appassionare qualcuno.
Tra questi, senza ombra di dubbio, il fan numero 1 e’ un bimbo che, come tutti i casi strani della vita, ovviamente e’ forse l’unico che non puo’ giocare vista l’eta’! Proprio con lui mi sono trovato a rispondere a domande tanto ingenue quanto difficili come:”Ma non ti arrabbi mai quando perdi?” o “Come ci si sente ad essere conosciuti?” in entrambi i casi la risposta non e’ semplice, ci sono volte che mi brucia tutto dentro quando prendo un bad beat e vorrei scagliarmi contro lo sventurato di turno ma il mio ruolo e’ anche quello di ambasciatore del gioco e portatore della statistica che alla fine sistema tutto…piu’ difficile rispondere alla seconda domanda, da un anno a questa parte infatti ho avuto modo di confrontarmi con situazioni a cui non avrei mai pensato e proprio il giorno in cui ho conosciuto questo bimbo e’ stata una di quelle.
Ho sempre guardato con ammirazione gli sportivi che andavano a trovare i bambini, un sorriso non ha prezzo; quando il papa’ di Claudio mi contatto’ e mi disse che suo figlio, seguendo la passione del padre che giocava a Texas Holdem, voleva conoscere Luisgallo, per me e’ stato un onore incredibile, in quel momento potevo fare qualcosa in piu’: far uscire un sorriso!
La vita non e’ uguale per tutti e a volte non sta neanche a noi poter decidere veramente come viverla, siamo pedine e come tali dobbiamo accettare che la distribuzione casuale degli eventi ci possa colpire meglio o peggio di quanto i nostri sogni vorrebbero…i nostri sogni…la cosa piu’ terribile e’ quando non c’e’ tempo per avere sogni…
Abbraccio Christian, il papa’ di Claudio, che per quanto non vorrei mai trovarmi nella sua situazione e’ per me un grande esempio di come un padre deve essere; concludo con le sue parole :”Ora c’e’ angioletto che mi guardera’ ogni volta che andro’ all-in”.

