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Futuro Prossimo

23. July 2010 • Categoria: Blog • Commenti: 0

Chi mi conosce sa che non sono un grandissimo frequentatore dei tornei live, limito le mie partecipazioni ai tornei più importanti dove il montepremi conta veramente.

Dopo la faticaccia, ben retribuita, delle WSOP mi sono infatti preso una pausa di oltre un mese dal gioco live, continuando però a giocare online.

I mesi che verranno saranno però ricchi di impegni importanti, quasi imperdibili: si inizia a fine Luglio con l’IPT Venezia,ad Agosto invece ci saranno una serie di eventi concomitanti e perciò dovrò selezionarli con attenzione: non parteciperò all’EPT Tallin perchè sarò in vacanza, più facilmente mi vederete all’IPT Sanremo e poi al WPT Londra, in fondo Londra è pur sempre la mia seconda casa, come non mancare al primo WPT sotto il Big Ben?

Settembre poi è fin troppo pieno di tornei, ci sarà il WSOPE sempre a Londra, il Nation’s Cup in Austria, il PGP a Venezia e IPT a Nova Gorica e afine mese l’EPT Londra, sarò noioso ma penso che gli eventi nella capitale inglese avranno la priorità sul resto.

Gestire bene un bankroll e in generale la propria professione singifica, in primis, pianificare anticipatamente gli eventi e prendersi le giuste pause.

Qualificati inqualificabili

23. April 2010 • Categoria: Blog • Commenti: 0

Parto per Sanremo con una concentrazione che da tempo non ricordavo.

Fare bene qui è importante, molto importante. Nel poker ahimè spesso però si confonde il far bene con fare un buon risultato e su questo mi soffermerò dopo.

Scelgo di giocare il day 1b, lo scorso anno feci la scelta opposta e mi trovai al tavolo 8 professionisti stranieri e per loro ero io l’ “Italiano” quindi sono stato aggredito ad ogni mano, volevo evitare di fare la vittima sacrificale perché, per quanto non giochi come l’Italiano medio, ricevere un reraise ogni volta che si entra in un piatto può non essere piacevole!

La scelta si rivelerà solo parzialmente corretta, infatti una volta posizionatomi al tavolo ho due Italiani alla mia sinistra, uno un ottimo giocatore online e l’altro con ottimi risultati live, il primo mi preoccupava maggiormente perché dotato di maggiore aggressività; il resto del tavolo invece è per lo più francofono, 4 giocatori d’oltralpe e un canadese molto bravo, unico spot da aggredire un Italiano sulla cinquantina qualificato online.

Decido di partire giocando chiuso, entro in pochissimi piatti e li vinco senza rischiare nulla ma ecco il primo intoppo, siamo alla fine del primo livello e giro 66 da UTG, giocando con 300 bui quasi ogni possibilità è valida, dal fold, al call al raise, decido per il raise e metto 250 chips in mezzo, mi chiama l’italiano aggressivo e quello qualificato, il canadese da bottone opta per un reraise, mi attendevo una mossa simile, porta la posta a 1050 e la palla torna a me, anche in questo caso quasi ogni opzione è valida, posso chiamare nella speranza di fare set, posso passare e posso anche fare un nuovo reraise mostrando forza estrema, sapevo infatti che lui, da bottone, non doveva avere necessariamente una mano molto forte per fare un raise.

Vado per la scelta più aggressiva e metto 3 chips rosse da 1000 nel piatto, so che il canadese passerà tutto tranne QQ, KK, AA e forse AK, il giocatore online passa velocemente ma ecco quello che non mi sarei aspettato, il qualificato chiama mentre il canadese passa la sua mano marginale, con cosa un giocatore chiama prima 250 da terzo e poi chiama un re-re-raise? Mistero delle qualificazioni! Cerco di pensare ad una mano che possa chiamare ma non rilanciare e penso ad ogni coppia tra 88 e JJ e forse AK con la premessa che una giocata di questo tipo non ha alcun senso.

Il FLOP è 723 e decido di puntare 4600 su un piatto di 7000, lui ci pensa per un attimo e chiama, a questo punto escludo AK e sono convinto che abbia una coppia che difficilmente passerà su un board basso, perché lui non pensa che io possa, in teoria, avere una coppia più alta; il turn porta un secondo 7 e decido per un check che lui segue, perché nella sua logica non si sa mai che io abbia poker di 7! Il river è un bell’Asso, bingo! Se lui ha una coppia questa è l’unica carta che gli fa foldare tutto perché io ho giocato esattamente come se avessi avuto AK, quindi punto 6500, circa metà piatto, lui mi chiama subito e gira proprio AK! Ai posteri…

Sono ugualmente motivato, siamo solo al primo livello e le possibilità di tornare in gioco sono tante, così a suon di piccoli piatti inizio a macinare chips, controllo bene il tavolo che perde qualche giocatore e i nuovi arrivati sono decisamente più soft, tutti però alla mia sinistra.

Prima del secondo break di giornata riesco a tornare allo stack di partenza, anzi anche qualche chips in più, sono sereno e forte del mio gioco, si ricomincia a 150/300/25 e il francese alla mia destra, molto aggressivo, fa un raise da High Jack, due posizioni prima del bottone, da late position lui faceva sempre raise, aveva come target due giocatori deboli, io giro JdTh e decido per un reraise, ho posizione e la mia mano ha valore contro il suo range, degli 825 che lui ha messo io porto la posta a 2500, ecco però la sorpresa, un Italiano dallo SB che ha 7500 chips in totale fa call! Lui ovviamente non pensa che rimanendo con 5000 su un piatto di oltre 6000 chips non può passare…il francese ci pensa un po’ e poi chiama anche lui, ora il piatto è di circa 8000 e il flop dice: Jh5d6d l’Italiano fa check, così il francese e io punto 6000 sapendo che l’Italiano poteva benissimo aver fatto slow play con una mano molto forte, invece lui passa (sono curioso di sapere cosa potesse avere), penso che il piatto sia ormai mio ma il francese chiede un conto delle mie chips rimanenti (circa 21000) e poi dichiara l’all-in! Devo pagare 20000 per un piatto da 40000 ma cosa può avere? Una giocata così aggressiva è spesso un progetto, se anche avesse KdQd dovrei ugualmente chiamare, inoltre avendo io il Jd toglievo un out, escluderei mani come KJ e AJ che avrebbero passato preflop perché spesso molto dominate, QJ forse avrebbe solo chiamato, l’unica doppia coppia plausibile poteva essere 56, un set poteva anche essere giocato in questo modo, mi convinco che, per come aveva giocato il francese fino a quel momento, un progetto sia ampiamente più probabile e chiamo: il disgusto quando vedo J5off che ha preso una rocambolesca doppia!

Non so se sia stato peggio il call dell’Italiano per il 30% del proprio stack per poi passare al flop o un call con J5 fuori posizione, il turn porta un 9 e il river un 2 e io sono fuori; mi chiedo cosa avrebbe fatto se al posto di J56 ci fosse stato J62, pazienza.

Avessi passato quel colpo tornavo a 20,000 ma ero ancora in gioco, però, per come è la mia strategia, a quel punto del torneo avrei preferito trovarmi a 65000 e poter controllare il tavolo con la speranza di chiudere la giornata oltre le 100,000 chips piuttosto che chiudersi e aspettare un raddoppio.

Leggendo i blog mi salta all’occhio una mano senza senso: un giocatore fa un raise a 3500 da CO, il bottone chiama e il BB va all-in diretto per 220,000, gli altri passano sconcertati e lui gira AA! Risate generali per come si sciupa valore con la mano migliore, questo giocatore arriverà al tavolo finale e per molti ora è un campione.

Misteri delle qualificazioni!

Conformarsi alle regole

27. March 2010 • Categoria: Blog • Commenti: 0

Conformarsi agli standard significa seguire gli usi e i costumi della società che ci circonda, adeguarsi spesso a quello che è proposto o addirittura imposto.

Ci fermiamo in autogrill e troviamo i menù “fatti furbo” dove oltre al panino c’e’ la bibita e il dolcetto, ma noi avremmo preso veramente quella combinazione? Chi è stato il furbo della situazione?

Mentre mangiamo il dolcetto, un po’ plasticoso, per un secondo pensiamo che non fosse proprio necessario prenderlo, ma tanto lo prendono tutti e il pensiero svanisce.

Se a volte c’e’ una spiegazione economica dietro a certe scelte in altri casi trovo arcana la logica, un esempio e’ quella delle t-shirt omaggio: girando tra un torneo e l’altro ricevo dei pacchi gadgets dagli organizzatori e questi sempre questi includono la maglietta souvenir dell’evento, normalmente e’ un regalo gradito dagli amici/appassionati che mi seguono da casa, ma c’e’ un piccolo problema, la taglia e’ sempre XL!

Se fossimo negli Stati Uniti, dove la persona media ha una stazza nettamente superiore alla nostra, forse vagamente capirei, in Europa non ne trovo una ragione.

Mi e’ capitato di giocare il day1a e trovare una XL ad aspettarmi sulla sedia del torneo, così come a tutti i compagni di tavolo, questo escluderebbe l’esaurimento delle altre taglie, eravamo infatti all’inizio dell’evento; mi sono anche trovato nella possibilità di cercare una taglia adeguata nel magazzino del mio sponsor ma anche lì tutte XL! Ma dove finiscono le M?

Torniamo al discorso di conformarsi agli standard, chi e’ incaricato di fare l’ordine dovrebbe fare una media delle taglie dei partecipanti e quindi creare una distribuzione omogenea fra le diverse misure, sono sicuro che ciò avviene, ma quando arrivano i pacchi c’e’ veramente il tempo per controllare? In fondo sono gadget da regalare ai giocatori, s’incarica qualcuno di fare i pacchetti e questo qualcuno non e’ interessato alla taglia.

Arrivano quindi solo delle XL? Potrebbe essere una spiegazione, c’e’ un grande accordo tra i produttori di magliette per vendere più materiale, una XL vale come due S! Tanto nessuno se ne accorge, o meglio, tanto nessuno protesta perché tutti conformi agli standard accettiamo che il regalo possa essere una XL.

Se non arrivano solo XL è probabile che la prima scatola aperta sia quella delle XL? Non sarebbe sempre così, non è un’ipotesi credibile.

In ogni caso accettiamo di tornare a casa con una XL, tanto era omaggio, ma in fondo nessuno è realmente contento, gli organizzatori difficilmente potranno godere della visibilità del proprio logo perché il giocatore al massimo la indosserà la domenica mattina in casa sotto il pigiama!

Mi siedo al tavolo al torneo e con i bui 50-100 guardo le mie carte e dico raise, prendo due chips da 100 e 3 da 25 e le butto nel mezzo, un giocatore mi guarda e mi dice “Ma lo standard non e’ fare 3 volte il grande buio?”, io mi limito a rispondere con un “Può darsi” e intanto vedo che lui si guarda compiaciuto la sua maglietta XL di almeno tre taglie più grande.

I primi due giorni dell’EPT snowfest

24. March 2010 • Categoria: Blog • Commenti: 0

Siamo al day3 dell’EPT Snowfest in Austria, i primi due giorni stressanti, sofferti ma anche divertenti.

Non voglio fare una cronaca di una partita di poker ma piuttosto prendere spunti da quello che ho visto, il day1a mi riserva un tavolo molto tosto con quattro giocatori molto forti e molto aggressivi, fortunatamente ho posizione sui due più bravi e pericolosi, un finlandese e un americano entrambi giocatori di high stakes cash online.

Alla mia sinistra un ragazzo belga professionista, molto solido e appena dopo di lui un canadese aggressivo e competente, il resto del tavolo sarà composto da spettatori non in grado di comprendere il livello di gioco e pronti a donare tutto lo stack di chips ad ogni mano in cui avevano la malaugurata idea di partecipare.

Quando si inizia un torneo con 300 volte il grande buio e si decide di giocare solo le mani migliori contro giocatori competenti e aggressivi si rischia di perdere veramente tanto, quando infatti questi chiamano il reraise di un finlandese con AK e il flop e’ A75 magari con due carte dello stesso seme…beh io non vorrei avere AK in quel momento!

Dopo una leggera fase di studio si sono aperte le danze e ad ogni piatto si vedeva quanto meno un raise, un reraise e molto spesso un ulteriore raise che in gergo si chiama 4bet, nella maggior parte dei casi con mani molto marginali.

La follia ha toccato il culmine quando un inglese da UTG (Under the gun ovvero il primo a parlare) fa un raise, il finlandese fa un reraise da UTG+1, l’americano appena dopo fa un ulteriore raise, l’inglese passa ma il finlandese non contento fa una 5bet…l’americano ci pensa e va all-in, il biondo scandinavo passa mostrando 98 e l’americano gira 74! Due pazzi!

Io stesso non mi sono sprecato, tanti raise e reraise ai due e una bella battaglia con il canadese, alla fine chiudo con 82000 chips sopra media.

Il day 2 invece mi riserva un tavolo molto più gestibile, un solo giocatore bravo escludendo Max Pescatori costretto ad un gioco difensivo a causa dello stack molto piccolo, quindi inizio ad approfittarne e accumulo velocemente un po’ di chips giocando il mio solito poker aperto e aggressivo sulle persone giuste.

Non vedo tante carte ma gioco bene post flop e sono anche fortunato eliminando un giocatore con A7 vs QQ, mi tocca anche togliere le ultime chips al Pirata che va all-in con KQ e trova un mio call obbligato con KJ, un J al flop chiude subito la faccenda.

Pesco un bluff e quasi senza accorgermene il mio stack lievita a 360,000, una montagna di chips in quel momento con la media sui 100,000.

Al tavolo arriva un ragazzotto russo, che poi scoprirò aver vinto l’EPT Kiev, il ragazzo non gioca male, anche se un po’ troppo azzardato nei call, le carte lo aiutano moltissimo ed io ci metto del mio, prima costruisco un elaboratissimo bluff che però riceve un sofferto call al river in seguito invece sempre il cicciotto russo ne combina una strana, chiama prima un mio reraise da fuori posizione e poi chiama un mio bet su un flop JT5 con AQ (io avevo KJ) per colpire un fortunoso colore runner-runner!

Da lì in poi e’ un incubo o meglio uno strazio, non vengo più rispettato nei raise e non solo non vedo carte giocabili ma i miei avversari al contrario pescano di tutto, chiudo la giornata a 136,000 con un bel po’ di rimpianti per non aver amministrato bene lo stack.

Ora sono vicinissimo alla zona premi e poi inizia un nuovo torneo.

EPT Deauville: il titolo al giovane Jake Cody

27. January 2010 • Categoria: World Poker News • Commenti: 0

Il primo premio dell’European Poker Tour di Francia se lo aggiudica il ventenne inglese che ha avuto la meglio sul secondo classificato Teodor Caraba.

Al Final Table ha sconfitto campione del calibro di Mike Mc Donald e Peter Eastgate, con una buona aggressività e tecnica di gioco.

Ecco i payout del final table:

1°. Jake Cody 847.000 €
2°. Teodor Caraba 516.000 €
3°. Mike McDonald 295.000 €
4°. Craig Bergeron 221.000 €
5°. Claudius Secara 165.000 €
6°. Stephane Albertini 129.000 €
7°. Michael Fratty 92.000 €
8°. Peter Eastgate 70.000 €

EPT Praga, blog live su Pokeritaliaweb.org

01. December 2009 • Categoria: World Poker News • Commenti: 0

Continua la collaborazione con PokerItaliaWeb, in diretta da Praga per questa tappa dell’European Poker Tour, grazie al blog con commento tecnico da parte dei coach di Lezionidipoker.com, potremo seguire le mani più interessanti e commentarle grazie ai consigli dei maggiori esperti ti Texas Hold’em italiani.

Antonio Matias vince l’EPT di Portogallo.

23. November 2009 • Categoria: World Poker News • Commenti: 0

E’ proprio un giocatore portoghese ad aggiudicarsi il primo posto su 322 iscritti e la prima moneta di ben 404.000 Euro, Antonio Matias arrivato come chip leader al final table conquista il titolo e il gradino più alto del podio.

La medaglia d’argento va al belga Pierre Neuville con un premio di ben 257.000 Euro, sull’ultimo gradino il prodigio degli scacchi Jeff Sarwer.

EPT Vilamoura : ecco la composizione del final table

22. November 2009 • Categoria: World Poker News • Commenti: 0

E’ terminato da poco il day 4 che ha determinato il tavolo finale definitivo di questo European Poker Tour di Portogallo, poche le facce note negli otti finalisti che si sfideranno per il titolo e per un primo premio di circa 400.000 Euro.

Tra i finalisti e 2° in chips al tavolo spicca l’ex bambino prodigio degli scacchi Jeff Sarwer, diventato ormai un affermato Pro Poker Player.

Ecco i top 8 del final table televisivo:

1. Ryan Franklin - 1,047,000
2. Jan Skampa - 926,000
3. Jeff Sarwer - 1,983,000
4. Antonio Matias - 3,003,000
5. Andrei Vlasenko - 371,000
6. Joao Silva - 780,000
7. Michel Abecassis - 488,000
8. Pierre Neuville - 1,027,000

EPT Portogallo : fine del day 2, ancora due italiani in gioco.

20. November 2009 • Categoria: World Poker News • Commenti: 0

A Vilamoura in Portogallo si è concluso da poco il day 2 dell’ European Poker Tour, molti i professionisti in gioco ma purtroppo out i più conosciuti come Luca Pagano, Dario Minieri, Peter Eastgate.

Con 71 players ancora in gara per un primo premio che si agira intorno ai 400.000 Euro, a innalzare la bandiera italiana Nicolò Calia 132.400 e Marco Della Tommasina 61.700 chips.

EPT Portogallo: oggi il via al Main Event

17. November 2009 • Categoria: World Poker News • Commenti: 0

In partenza a Vilamoura in Portogallo il Main Event dell’European Poker Tour, buy-in 5.300 Euro.

Oggi si terrà il Day 1a, molti i giocatori presenti del team pokerstars pro, pochi invece gli italiani e in generale poca affluenza dovuta alla scelta di una location apparentemente poco ottimale.

Potrete seguire la diretta live con commento tecnico da parte dei coach di Lezionidipoker.com su www.pokeritaliaweb.org